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Ho cancellato il «con il cuore» dalla mia tagline

È la fine di un'epoca

vendere online - Enrica Crivello

Ho deciso di fare una cosa nuova: di condividere il mio processo di rebranding praticamente in diretta, per le ragioni che dicevo qui.

Una volta l’avrei condiviso post mortem, come si dice, ma già che sono nel cambiamento mi sono detta: e andiamoci in questo territorio inesplorato, prendiamolo come un’occasione, respiriamolo a pieni polmoni e vediamo cosa succede.

(Quando parlo tra me e me mi do sempre del noi: non per pluralis maiestatis ma per bipolarismo, tipo Gollum che parla a Smeagol. La mia analista dice che non è un problema.)

Come sono arrivata qui

«Marketing online per piccoli business con il cuore» è la mia tagline. L’ho scritta per la prima volta durante un esercizio di branding. Il compito era trovare una parola sola che descrivesse tutti i miei clienti, e io per amore della sintesi sono stata ancora più breve: ho disegnato un cuore.

Mi piaceva lavorare con piccolissime aziende formate da una, due, tre persone appassionate del proprio lavoro: ecco cosa intendevo con «il cuore», intendevo quell’amore incondizionato che metti nel tuo lavoro quando per te quello non è solo un modo di fare soldi, ma è anche un modo per seguire le tue passioni.

Gli imprevisti del percorso

Ci ho messo un po’ a usare davvero quella tagline perché, l’ho detto in più occasioni, mi sembrava stupida – e non so descriverlo meglio di così: mi sembrava davvero un po’ idiota come tagline.

Poi a un certo punto stavo lavorando al sito nuovo (era il 2014), ed era ora di andare online: una tagline ci voleva proprio nel nuovo sito, e così ho detto a Ivan «ok, usiamola». E, BAM: ho scoperto che la tagline funzionava.

Molte persone vedevano se stesse in quella tagline, mi scrivevano via mail per dirmelo, e a me sembrava incredibile e bello che lo facessero. Di quelle molte persone alcune diventavano mie clienti – ancora più bello, se vogliamo – e quindi mi sono detta ok, sarà anche stupida ma di sicuro funziona.

Ho iniziato a fare amicizia con la mia tagline, ed ecco che sono arrivati i primi problemi, che erano di due ordini.

Il primo, ed è il meno importante ma mi va di nominarlo, era che ogni tanto mi arrivava un messaggio da colleghi o amici che mi segnalavano siti con tagline davvero molto simili: «contenuti con il cuore», «copywriting con il cuore», «business con il cuore» (senza «piccoli» però). Insomma: cuori ovunque, sembrava San Valentino. In queste occasioni sembra difficile capire chi l’ha scritto prima e chi dopo, ma non lo è affatto: quello che bisogna capire è se ti frega oppure no di «difendere» il tuo. A me a volte è fregato e poi progressivamente sempre meno: dopotutto il cuore è una cosa meravigliosa, e poi non l’ho certo inventato io, è lì per essere usato.

Il secondo problema, e tra i due è l’unico che conta davvero, era che il cuore si presta a molte interpretazioni diverse. Alcuni, ad esempio, mi hanno scritto aspettandosi che il cuore non dovesse essere il loro, ma il mio: quasi come se io fossi una Onlus, quasi come se facessi questo lavoro più per passione e per spirito umanitario che altro. Il sottinteso era fin troppo chiaro: visto che ci metti il cuore pare strano che tu ti faccia pagare.

Ma questi due problemi erano più una scocciatura che altro: non mi importavano davvero. Fino a quando non c’è stato un terzo fatto che mi ha portata a cambiare idea.

L’entusiasmo non mi basta

Il fatto è che a forza di fare il mio lavoro mi sono resa conto di una cosa: che più di metterci il cuore, qui si tratta di fare sul serio. Perché questi sono i piccoli business con cui davvero mi piace lavorare: quelli che fanno la loro cosa, qualunque essa sia, fino in fondo.

I clienti con cui mi piace lavorare sono quelli che ottengono risultati dal lavoro che facciamo insieme, e l’unico modo per ottenere risultati è iterare: fare il proprio lavoro, senza perdere un colpo, ogni giorno. Arrivando persino a odiarlo, in certi momenti, perché l’iterazione non è divertente: è estenuante, noiosa, faticosa, lunga. Altro che cuore, qui al massimo si parla di sudore.

Marketing online per piccoli business con il sudore?

Ok, sulla nuova tagline ci devo ancora lavorare, ma tutto il resto c’è: l’entusiasmo non (mi) basta più. Elimino il «con il cuore» dalla mia tagline perché ho capito che l’impegno conta più della passione.

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