I nostri numeri, e che senso ha condividerli

Quali erano le nostre aspettative, dove siamo arrivati, dove vogliamo andare.

La settimana scorsa parlavo di  come mi piacerebbe che si sviluppasse una sorta di orgoglio del piccolo, che iniziassimo a dire a gran voce «piccoli, non sfigati».

Il modo migliore per iniziare questo discorso, da parte mia, è parlare di numeri. Migliore per me, non in assoluto, e migliore nel senso di «più concreto», perché risponde alla domanda che viene naturale fare quando si tirano fuori discorsi tipo il mio della scorsa settimana: ok, ma ci vivi?

Quindi eccomi qui a raccontare le nostre cifre e il nostro obiettivo per il 2018, con un post e con un video.

Com’è cresciuto Guido

Guido ha lanciato il 31 maggio del 2016: in quella data non era ancora online, c’era solo una sales page sul mio sito che spiegava di che cosa si sarebbe trattato. La sales page è stata online per dieci giorni in cui era possibile comprare l’abbonamento annuale in prevendita a 190€ + iva (anziché 250€ + iva). Il nostro obiettivo in questa fase di pre-lancio era portare a casa 30 abbonati, a mezzanotte del 10 giugno ne avevamo 46, ed eravamo più che felici.

I primi contenuti sono andati online il 21 giugno 2016: Individuare il target, Fare una strategia di SMM, Come lanciare, Blogging con WordPress, Calendario editoriale per Pagine Facebook. Lo stesso giorno abbiamo aperto anche un’altra opzione di acquisto: l’abbonamento mensile, a 25€ + iva al mese.

In quel momento (e fino al 9 giugno del 2017, quindi per quasi un anno) Guido è stato ospitato su un’area riservata del mio sito: non aveva un sito suo, era solo uno dei servizi all’interno della mia offerta. Nel suo primo anno di vita la percentuale dei cancellati (e cioè degli abbonati che stavano su un mese, magari due, e poi decidevano di cancellare l’abbonamento), era del 40%, quindi piuttosto alta. Gran parte del mio lavoro fino ad oggi è stato occuparmi di farla crollare.

Fino a quel momento non ci avevamo messo soldi sopra: ci sentivamo in una lunga fase di test; volevamo capire se e come poteva funzionare, e lo facevamo nei ritagli di tempo lasciati dai nostri lavori ufficiali (le mie consulenze, i siti di Ivan). Di conseguenza Guido cresceva con costanza e con lentezza – e a noi andava bene così perché dovevamo prenderci la mano, capire in quale direzione andare.

Il primo investimento è stata l’immagine coordinata sviluppata da Emanuele Centola, a cui si è aggiunto poco dopo il nostro secondo (e unico, fino ad oggi) investimento: le raccolte curate da altri docenti, in modo da poter aggiornare i contenuti di Guido ogni 15 giorni anziché una volta al mese.

L’obiettivo del 2018

Il nostro obiettivo per il 2018 è avere su Guido una media di 600 abbonati attivi al mese, che vuol dire praticamente raddoppiare rispetto ai nostri numeri attuali.

In questo momento su Guido ci sono 177 video, e mentre continuiamo ad aggiungerne faremo i nostri primi grossi investimenti.

Per quest’anno ci siamo dati un budget marketing di 12mila €, e lo spenderemo soprattutto in:

  • MailChimp, per continuare a comunicare con gli abbonati e i potenziali clienti
  • Contenuti curati da altri docenti
  • SEO, non l’abbiamo mai fatta, inizieremo adesso (e abbiamo chiesto a un consulente di occuparsene)
  • Facebook adv, che fino ad ora è stata un’attività sporadica e del tutto marginale
  • Sponsorizzazione di un evento, una novità che è arrivato il momento di sperimentare

Potevamo fare di più? Di sicuro, e potremmo averlo fatto a due condizioni:

  1. se Guido fosse stato il nostro unico lavoro sin da subito. Ma solo da quest’anno sta diventando il nostro unico lavoro (lo è per me, mentre Ivan chiude le consulenze che ha ancora in piedi)
  2. se avessimo avuto del budget da investirci sopra. Abbiamo preferito usarlo per aprire un ufficio (fino allo scorso ottobre lavoravamo da casa, ma a un certo punto non è stato più sostenibile).

Che senso ha condividere questi numeri

La realtà delle grandi aziende è fatta di numeri e di aspettative molto diverse da quella delle piccole attività, come dicevo nel mio ultimo post. E sembra sempre che questa realtà sia l’unica possibile.

Il motivo per cui abbiamo scelto di condividere i numeri di Guido (e il nostro obiettivo, e quanti soldi abbiamo per raggiungerlo), si colloca sulla scia di questo discorso: smettere di consultare i numeri delle grandi aziende e iniziare a confrontarci invece con altre realtà che ci somigliano.

Vuoi approfondire?

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