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Primi passi per raccontare il proprio brand

È solo un metodo dei tanti possibili, ma per me che tendo a esprimermi per immagini piuttosto che con numeri e tabelle sta funzionando bene.

Se sei un freelance o un piccolo imprenditore sei famigliare con la sensazione di essere guidato dalle tue intuizioni, come se dentro di te ci fosse una mappa – collocata da qualche parte tra pancia e testa – che ti porta dove devi andare usando i sentimenti, più che le informazioni.

È una guida che funziona benissimo ma che ha anche molti limiti. Uno di questi è l’impossibilità di condividerla con altri, specie quando si tratta di prendere decisioni in gruppo (e tu non sei Olivia Pope, e non puoi semplicemente dire «fidatevi tutti della mia pancia» stando dietro ai vetri smerigliati del tuo loft).

Da qualche giorno sono nel bel mezzo di un processo di trascrizione di questa mia guida interna: sto mettendo i miei «chi, cosa, come, perché» nero su bianco. È il primo passo di un percorso che porterà al redesign del mio sito (che mi piace, ma in molti modi non rappresenta più quello che faccio). Si tratta a tutti gli effetti di un lavoro di gruppo, e a me toccherà raccontare il mio piccolo business a una grafica, un web designer, una fotografa.

Elenco qui i primi passi che ho fatto (e che sto ancora facendo) per mettere ordine e fare chiarezza. È solo un metodo dei tanti possibili, ma per me che tendo a esprimermi per immagini piuttosto che con numeri e tabelle sta funzionando bene:

  • Ho preso la lista degli indirizzi email dei miei clienti (soprattutto quelli dei corsi downloadable: molti di loro non li ho mai incontrati) e ho cercato ogni indirizzo su Google e Facebook, per vedere se i clienti reali corrispondono all’idea che ho del mio target. Ho preso nota di quali canali usano e come li usano. Quando possibile, ho cercato di capire a quali gruppi su Facebook sono iscritti per vedere quali sono le cose che gli interessano. (E nel frattempo mi sono venuti in mente molti argomenti su cui scrivere dei post.)
  • Ho cercato il mio nome su Google e ho letto i post in cui si parla di cose che mi riguardano. Serve ad avere del contesto, a vedere accanto a quali altri nomi ti collocano, a capire se alle persone è chiaro che lavoro fai.
  • Ho creato una lista Twitter (privata) dei miei clienti, e nel frattempo ho confermato la mia impressione che quasi nessuno di loro usa Twitter.
  • Ho ripreso in mano il mio business plan (l’ho fatto con il corso di Francesca) e ho riletto cosa c’è scritto. Mi sono accorta che devo rivedere la parte dei prodotti, non è chiara nemmeno a me.
  • Ho creato questa bacheca Pinterest in cui descrivo il mio brand con immagini e parole. La sto completando pian piano: è un lavoro lungo e per niente banale.

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